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INTERVISTE
Ismael Ivo. L'indagatore del corpo in "Il Gazzettino", 15 giugno 2010, p. XXVIII.
Venezia
Ha indagato a partire dal 2005 i più diversi aspetti del corpo umano, prima con
la trilogia sul corpo, passando poi al tema della bellezza, quindi “resettando”
l’esperienza della danza per giungere all’idea della pura emozione. Ismael Ivo,
reduce dal successo di Capturing Emotions, 7. Festival di danza contemporanea
della Biennale di Venezia da lui diretta, trasmette una immutata passione ed
energia di quando, affermato coreografo e danzatore di straordinario talento,
fu chiamato la prima volta a Venezia.
Come legge il suo percorso di direttore del settore Danza della Biennale?
«Ho sempre cercato di portare novità, instillare curiosità negli spettatori,
secondo lo spirito della Biennale, spazio dinamico dove fare e pensare l’arte,
in questo caso la danza. Ho vissuto ogni anno come fosse il primo. Quello
concluso mi è sembrato un Festival di massimo interesse, sia per i nomi di
indiscutibile livello proposti da tutto il mondo, con focus su Canada e
Australia, che per la massima attenzione dedicata ai giovani: il laboratorio
intensivo Arsenale della Danza e il percorso di formazione coreografica
Coreographic Collision».
L’intento didattico potrebbe diventare stabile?
«Sì, in un nuovo spazio dinamico a Venezia o nel Veneto, una “Biblioteca del
Corpo” dove creare “contaminazione”, e offrire ai giovani prospettive di
futuro. Non basta il talento, serve anche la possibilità di valorizzarlo,
luoghi dove esibirsi... Non dobbiamo poi sorprendiamoci se i migliori danzatori
si rifugiano all’estero. Tra i partecipanti all’Arsenale della Danza ho visto
delle vere promesse, spero presto di metterle in contatto con le più famose
compagnie».
Una “Biblioteca del Corpo” preferibilmente a Venezia?
«Ho sempre pensato che lo spirito di questa città sia pazzesco, la Laguna
trasmette il desiderio di esplorare, io mi sento un piccolo tassello di questa
ricerca».
Riccardo Petito |